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Divinglife - Scuola sub Legnano, Buccinasco e Milano - Biologia Marina - Storia

Biologia

BIOLOGIA MARINA - STORIA - Dal XVI ad oggi


Già dai primi anni del XV secolo i Cinesi commerciavano con l'Africa. Bartolomeo Diaz, , Cristoforo Colombo, Giovanni Caboto e Ferdinando Magellano navigarono negli anni a cavallo tra il XV e il XVI secolo per gli oceani, tracciando mappe e annotando, grazie all'ausilio di naturalisti che si imbarcavano con loro, le specie inusuali che incontravano sulle loro rotte.
Leonardo da Vinci studiò le correnti del Mediterraneo, e nel XVII secolo Robert Boyle pubblicò "two volumes of tracts on the Saltiness of the Sea, the Hidden Qualities of the Air, Cold, Celestial Magnets, Animadversions on Hobbes's Problemata de Vacuo", con studi sulla salinità marina.


La prima opera di oceanografia viene considerataà[1] quella di del 1725, la "Carte du Golfe du Lion", con annotazioni oceanografiche, morfologiche e biologiche del Golfo del Leone. James Cook, durante i suoi viaggi, fu sempre accompagnato da naturalisti ed è a lui che si deve un gran numero di esemplari di animali e piante "esotiche" provenienti dai vari mari del mondo. Nel XIX secolo vari esploratori e studiosi (John Ross, James Clark Ross, e J. Vaughan Thomson, per citarne alcuni) si dedicarono a spedizioni mirate allo studio approfondito del mare e dei suoi organismi. Si deve a Thomson la prima descrizione della biologia dei granchi, nel 1828. Charles Darwin fu uno dei biologi più conosciuti, e oltre alla pubblicazione del rivoluzionario L'origine delle specie (e non solo a questo) si devono a lui studi approfonditi sulla biologia degli organismi marini, sui coralli e sul plancton.


Charles Wyville Thompson, finanziato dal , navigò a partire dal 1872 e per tre anni e mezzo raccolse campioni, studiò organismi e, tornato dal suo viaggio, per i 20 anni a seguire pubblicò quasi 50 volumi sulle scoperte da lui effettuate, tra cui 4717 specie marine e le prove della vita abissale. Sempre Thompson pubblicò nel "The Depths of the Sea", il primo testo di biologia marinaà[1] intesa come tale.

Molti proseguirono gli studi biologici, e grazie ai primi apparati di respirazione subacquea realizzati da Emile Gagnan e Jacques-Yves Cousteau questa scienza ebbe un'ulteriore spinta in avanti. Vennero quindi esplorati gli abissi oceanici, fino a 10.916 metri di profondità nella Fossa delle Marianne, dove si spinse il batiscafo nel 1960.


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