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Egitto


La Repubblica Araba d'Egitto è uno Stato del Nord Africa. Include la Penisola del Sinai, il che rende l'Egitto un paese che fa parte anche dell'Asia. La principale parte abitata del paese si estende ai lati del fiumeNilo. Vaste aree dell'Egitto sono coperte dalle sabbie del Sahara e sono disabitate.

L'Egitto confina con la Libia, il Sudan, il mar Rosso, la Palestina ed il mar Mediterraneo. La capitale è Il Cairo.

L'Egitto ha pochissimi fiumi. Il Nilo è il più importante dell'Egitto, é uno dei fiumi più lunghi del mondo, si contende il primato di lunghezza col Rio delle Amazzoni. Esso nasce dai Grandi Laghi africani, nella zona centrale del continente, e nel suo ultimo tratto attraversa da sud verso nord la parte orientale dell'Egitto.

Il Nilo è stato di vitale importanza per il fiorire delle antiche civiltà, e lo è ancor oggi poiché è una fonte inesauribile di acqua per l'irrigazione dei campi. Senza di esso l'Egitto sarebbe un'isolata landa desertica senza vita, poiché si trova su uno dei territori più aridi del deserto sahariano, il Deserto Libico, poverissimo di oasi.

Il clima egiziano si presenta di tipo desertico su quasi tutto il Paese, eccezione fatta per la zona mediterranea dove è più temperato.

Gli inverni sono miti, anche se non mancano gelate invernali nel deserto, dovute alle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Le estati sono molto calde e secche, e le temperature raggiungono molto facilmente i 43-45 °C, con punte di oltre 50 °C in pieno deserto.

La zona più "fresca" del Paese in estate è quella delle coste mediterranee, avvantaggiata dalle brezze marine che rendono più sopportabile la calura.

Le precipitazioni sono molto scarse, soprattutto nelle zone interne sahariane, dove può non piovere per molti mesi.

La popolazione è quasi totalmente araba, i Berberi sono pochi e vivono nelle oasi del deserto. Data la vastità del territorio desertico, la densità media è molto bassa.

L'Egitto, con i suoi quasi 70 milioni di abitanti è lo stato più popoloso del Medio Oriente e il secondo stato più popoloso dell'Africa.
Quasi tutta la sua popolazione è concentrata lungo il corso del Nilo, nell'area del suo delta e nell'area intorno al canale di Suez.

Agli Egiziani urbani, residenti nelle metropoli di Cairo e Alessandria, si contrappongono gli egiziani rurali (fellahin). La popolazione totale e l'urbanizzazione sono molto aumentate nel XX secolo, grazie ai progressi sanitari e alla rivoluzione verde.

Quello degli Egiziani è il gruppo etnico dominante del paese, che comprende il 94% della popolazione.
Fra le minoranze etniche si contano:

  • le tribù arabe di Beduini nei deserti a est del Nilo e nel Sinai;
  • i Berberi (Amazigh) dell'oasi di Siwa nel Sahara a ovest del Nilo;
  • le antiche comunità di Nubiani dell'alto Nilo;
  • le comunità tribali di Beja nell'estremo sud-est;
  • i clan Dom del Delta del Nilo e del Fayum.

L'antichissima e vivacissima comunità ebraica è virtualmente scomparsa per emigrazione tra il 1948 e il 1962, anche se dopo la pace con Israele molti tornano in visita ai siti storici e archeologici delle principali città.
L'arabo è la lingua ufficiale del Paese.

La valle del Nilo fu sede di una delle più antiche civiltà del mondo, con lingua e religione proprie, che durò per tre millenni. Dopo il 343 a.C. l'Egitto cadde sotto una serie di dominazioni straniere (Ellenismo, Impero Romano, Impero Bizantino, Arabi, Mamelucchi, Impero Ottomano, Impero britannico), ciascuna delle quali lasciò la sua impronta sulla cultura locale.

La storia dell'Egitto viene fatta iniziare con l'unione di Alto e Basso Egitto da parte di Narmer, primo sovrano della I dinastia, intorno al 3200 a.C. anche se questi eventi vennero preceduti da una fase urbana preparatoria durata alcuni secoli. Sappiamo da recenti scoperte archeologiche che la civiltà egizia esisteva già da almeno un millennio prima.

Attraverso momenti imperiali ed altri di profonda anarchia l'Egitto mantenne la sua indipendenza fino alla metà del I millennio a.C. quando cadde sotto il controllo persiano.
Conquistato da Alessandro Magno nel IV secolo a.C., rimase sotto il controllo dei suoi successori, i Tolomei, fino alla conquista romana al 30 a.C.

Alla divisione dell'impero romano l'Egitto divenne parte dell'Impero romano d'Oriente. Nel VII secolo fu conquistato dagli Arabi che resero il paese una provincia del loro califfato. Una prima autonomia il paese la riguadagnò coi Tulunidi e, dopo la riconquista abbaside, i cui califfi affidarono l'Egitto agli Ikshididi, il paese fu conquistato nel X secolo dai Fatimidi, che erano sciiti-ismailiti.

Saladino e la dinastia da lui fondata degli Ayyubidi posero sotto il proprio controllo l'Egitto, la Siria e lo Yemen a partire dal XII secolo.
Successivamente, fu la volta dei mamelucchi, turchi e circassi. Infine fu il turno degli Ottomani che presero il potere nel XVI secolo, al termine della Campagna militare voluta dal Sultano ottomano Selim I Yavuz che, tuttavia, mantenne come suoi "feudatari" gli sconfitti Mamelucchi.
Ai primi di luglio 1798 l'Egitto fu invaso via mare da un corpo di spedizione francese forte di circa 40.000 uomini guidato da Napoleone Bonaparte.

Lo scopo principale dell'invasione fu quello di mettere in difficoltà l'Inghilterra ma, tra gli scopi secondari, c'era anche quello di agevolare la conduzione di studi storici, archeologici, geografici, linguistici che il nutrito gruppo di uomini di scienza e di lettere, che il Bonaparte era riuscito ad aggregare alla spedizione, svolse effettivamente in modo più che egregio. L'occupazione francese durò fino all'estate del 1800 (Napoleone era tornato in Francia già ad agosto del 1799) quando le ultime truppe comandate dal generale Menou si arresero agli anglo-turchi.

Dai primi del XIX secolo l'Egitto fu tenuto con saldo e innovatore polso dall'albanese Mehmet Ali Pascià (fondatore della dinastia albanese a guida di Egitto estinta con l'ultimo re Faruq I d'Egitto nel 1953) che avviò una dinastia vicereale (khediviale), formalmente vassalla della Sublime Porta (Istanbul) ma sostanzialmente del tutto autonoma.

Nel 1881, sfruttando l'estrema debolezza del dominio turco e le inettitudini finanziarie di Isma'il Pascià, giustificando il tutto con la necessità di proteggere gli investimenti europei nella zona del Canale di Suez, il Regno Unito e la Francia obbligarono l'Egitto a nominare due loro esperti alla guida dei dicasteri delle Finanze e dei Lavori Pubblici. Più tardi Londra occupò l'Egitto reggendolo fino al 1922, senza definirne uno status giuridico preciso e indicandolo come un semplice possedimento della Corona.
Il Cairo una vistosa insegna pubblicitaria nell'Egitto moderno evoca i fasti antichi della Valle del Nilo

Il 28 febbraio 1922 venne riconosciuta una formale indipendenza, sotto la veste istituzionale monarchica, pur perdurando, di fatto, l'occupazione militare britannica.
Questo stato di cose proseguì fino al 1952 quando il 23
luglio un colpo di Stato dei Liberi Ufficiali del generale Muhammad Neghib e del colonnello Gamâl Abd al-Nâ?er proclamò la repubblica, deponendo la dinastia fondata da Mehmet Ali e imponendo pochi anni dopo il definitivo ritiro delle truppe britanniche dalla zona del Canale e dalle basi militari che ancora gestiva.

Il 23 giugno 1956 Nasser viene eletto Presidente della Repubblica, ed il 26 luglio decreta la nazionalizzazione del Canale di Suez, ponendo termine al controllo franco-britannico, e bloccando, di fatto, questa importante via di comunicazione.

La situazione precipita nel mese di ottobre; a seguito di attacchi terroristici nelle zone di confine, infatti, il 20 ottobre, Israele invade il Sinai, e punta sul Canale di Suez; il 29 ottobre 1956, truppe britanniche e francesi occupano la zona del Canale, il 31 ottobre bombardano Il Cairo e il 5 novembreoccupano Porto Said.
Il 6 novembre l'Unione Sovietica intima ad Israele, Francia e Regno Unito, di interrompere le ostilità verso l'Egitto, minacciando un intervento diretto nel conflitto, ed anche gli Stati Uniti premono sugli alleati per porre fine al conflitto.

Il cessate il fuoco entra in vigore l'8 novembre, ed il 15 dello stesso mese truppe di pace dell'ONU giungono nella zona. L'intero Egitto fu così affidato alla nuova classe dirigente espressa dai "Liberi Ufficiali".

Il successivo mancato finanziamento del progetto dell'Alta Diga di Aswân da parte della Banca Mondiale fu una delle cause dell'avvicinamento dell'Egitto, governato daGamâl Abd al-Nâ?er, all'URSS. Nel 1967 scoppia la "Guerra dei sei giorni", e il 28 settembre 1970 muore Nasser.
Gli succede il vice presidente, Anwar al-Sâdât, che, nel 1973 sferra una nuova offensiva verso Israele, e che verrà ucciso il 6 ottobre del 1981 in un attentato. Gli succede Hosni Mubarak.
L'Egitto è una repubblica dal 18 giugno 1953; si auto-definisce una repubblica araba e socialista. La Costituzione organizza il potere politico secondo un sistema semi-presidenziale multi-partitico con bicameralismo asimmetrico (la Costituzione vieta i partiti su base confessionale).

Il potere esecutivo è diviso tra il Presidente e il Primo Ministro. Tuttavia, in pratica, il potere esecutivo è fortemente concentrato nel Presidente, che dal 1952 al 2005 è stato eletto in consultazioni popolari con un solo candidato.

Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento bicamerale:

  • Assemblea del Popolo (Majlis al-Shab), composto da 454 deputati eletti a suffragio universale diretto ogni 5 anni, 400 con sistema proporzionale, 44 in collegi uninominali e non più di 10 nominati dal Presidente. Il Parlamento può sfiduciare il governo.


  • Consiglio Consultivo (Majlis al-Shura), composto di 264 consiglieri, per 2/3 eletti direttamente e per 1/3 nominati dal Presidente per un mandato di 6 anni (con rinnovo di metà consiglio ogni 3 anni). Il Consiglio, creato nel 1980, ha poteri limitati: in caso di disaccordo fra i due rami, l'Assemblea ha l'ultima parola.



Il potere giudiziario è costituzionalmente indipendente (con al suo vertice la Suprema Corte Costituzionale) e durante le presidenze Mubarak ha dimostrato anche una crescente indipendenza di fatto. Il diritto è di tipo codicistico (civil law), salvo per le questioni matrimoniali e di stato personale, dove vige il diritto religioso (coranico o canonico).

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Nome area

km²

Popolazione

Capitale

1

Iskandariyya

2.679

4.110.015

Alessandria

2

Aswan

679

1.184.432

Assuan

3

Asyut

25.926

3.441.597

Asyut

4

Buhayra

10.130

4.737.129

Damanhur

5

Beni Suef

1.322

2.290.527

Beni Suef

6

Il Cairo

214

7.786.640

Cairo

7

Dakahliyya

3.471

4.985.187

Mansura

8

Damietta

589

1.092.316

Damietta

9

Fayyum

1.827

2.512.792

Faiyum

10

Gharbiyya

1.942

4.010.298

Tanta

11

Giza

85.153

6.272.571

Giza

12

Ismailiyya

1.442

942.832

Ismailia

13

Kafr el-Sheykh

3.437

2.618.111

Kafr el-Sheikh

14

Matruh

212.112

322.341

Marsa Matruh

15

Minya

32.279

4.179.309

Minya

16

Manufiyya

1.532

3.270.404

Shibin El Kom

17

Wadi al-Jadid

376.505

187.256

Kharga

18

Sinai del Nord

27.574

339.752

Arish

19

Port Said

72

570.768

Port Said

20

Qalyubiyya

1.001

4.237.003

Banha

21

Qena

1.851

3.001.494

Qena

22

Mar Rosso

203.685

288.233

Hurghada

23

Sharqiyya

4.180

5.340.058

Zagazig

24

Sohag

1.547

3.746.377

Sohag

25

Sinai del Sud

33.140

149.335

el-Tor

26

Suez

17.840

510.935

Suez

27

Luxor

55

451.318

Luxor

28

Helwan

n/a

643.327

Helwan

29

Governatorato al-Sadis min Uktubir

n/a

500.000

Madinat Sadis min Uktubir

Principali citta Egiziane

Abu Simbel

Abydos

Alessandria d'Egitto

Al-Minya

al-Arish

Assuan (Aswan)

Asyut

Banha

Beni Suef

Bilbays

Dahab

Damanhur

Damietta

Dendera

Edfu

El Alamein

El Mahalla

el-Kubra

Faiyum

Giza

Hurghada

Il Cairo

Ismailia

Kafr el-Dawar

Kafr el-Sheykh

Karnak

Kom Ombo

Luxor

Mallawi

Mansura

Marsa Alam

Mit Ghamr

Philae

Port Safaga

Porto Said

Qena

Saqqara

Sharm el Sheikh

Shibin El Kom

Shubra El-Khema

Siwa

Sohag

Suez

Tanta

Zagazig


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